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Siamo nel East End di Londra negli anni ottanta: Dennis Clegg (Ralph Fiennes) è un trentenne
schizofrenico ricoverato in una casa di cura sotto le attenzioni della signore Wilkinson (Lynn
Redgrave). Vent'anni prima il piccolo Dennis (Bradely Hall) ha visto sua madre, che gli aveva
dato il nomignolo spider, uccisa dal padre e sostituita da un'altra donna volgare e violenta.
Ora, a vent'anni di distanza, non più intontito dagli psicofarmaci, Spider cerca, scarabocchiando
segni illegibili su un tacuino, di risalire nella ragnatela della propria follia. Scoprirà una
terribile verità che lo precipiterà in una nuova pazzia.
Il nuovo film di David Cronenberg è tratto dall'omonimo romanzo di Patrick McGrath, autore anche
della sceneggiatura, ed esce di molto dalla visionarietà a cui il regista canadese ci aveva
abituati. Cronenberg rinuncia completamente ai suoi legami tra mente e corpo, tra spirito e
materialità per accontentarsi di raccontare, con uno stile freddamente documentaristico, il viaggio
nella follia del personaggio. Non si tratta però di un cambiamento di stile, l'impressione che da
Spider è di un eccesso di rispetto verso la sceneggiatura e il libro di McGrath. Questa
limitazione toglie al film l'ampio respiro e la capacità di creare suggestioni a più livelli,
caratteristici dei film di Cronenberg. Visto in negativo il film mostra la ricchezza
dell'immaginario cronenberghiano, che ci si aspetta e che resta invece completamente assente.
I film
precedenti
Femme Fatale
K-19
Intervento Divino
Dolls
Bowling for Columbine
Pinocchio
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