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on i suoi 45 milioni di euro spesi, oltre venti settimane di
lavorazione e lanciato in oltre 900 cinema, oltre la metà degli schermi
italiani, il Pinocchio di Roberto Benigni è la più ambiziosa operazione
commerciale del cinema italiano. Medusa, che distribuisce il film dopo
il forfait della Cecchi Gori, rischia così di conquistare i prossimi
sei mesi della stagione grazie all'accoppiata Benigni e Aldo, Giovanni e
Giacomo in uscita a Natale.
Tutto questo ovviamente a patto che il film di Benigni soddisfi le
attese. Per ora tutti i trucchi del mestiere sono stati abilmente usati:
un set blindato, polemiche vere o finte ma comunque sempre rumorose,
una campagna stampa a tappeto. Ora manca solo la prova del pubblico, ma
la stampa che ha assistito alla proiezione di anteprima del 4 ottobre
non è parsa particolarmente entusiasta. Si parla molto di un Benigni
frenato, spaventato dal grandiosità della sua stessa opera, non solo il
suo film più costoso, ma il film più costoso nella storia del cinema
italiano. Significative in questo senso le dichiarazioni di Vincenzo
Cerami, cosceneggiatore del film, che ha ammesso che alcune scene sono
state diliuite per permettere un migliore utilizzo dei sottotitoli
nella versioni per l'estero.
Il film uscirà negli Stati Uniti a Natale, distribuito dalla Miramax,
coproduttrice del film e già distributrice de La Vita è bella. I
fratelli Weinstein sperano di fare il bis e ottenere lo stesso successo
di quattro anni fa. Ma anche oltreoceano c'è da superare la prova
pubblico.
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