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Alpe Adria Cinema
Trieste Dal 16 gennaio al 23 gennaio

Si svolgerà dal 16 al 23 gennaio 2003 a di Trieste (Cinema Excelsior e Sala Azzurra) il consueto appuntamento annuale con Alpe Adria Cinema - Trieste Film Festival. Giunta alla sua XIV^ edizione, la rassegna organizzata dall'Associazione Alpe Adria Cinema, rappresenta, sin dalla nascita, un osservatorio privilegiato sulla realtà cinematografica dell'Europa Centro-Orientale, riconosciuta ormai nel novero delle grandi manifestazioni di cinema a livello europeo, oltre che l'unico appuntamento che esplora ed approfondisce la cinematografia di quest'area. Nel corso degli otto giorni di programmazione viene fornita al pubblico l'opportunità di entrare in contatto con una produzione cinematografica spesso sconosciuta alle grandi distribuzioni, benché in continua evoluzione e di sicuro interesse artistico.

Fedele ad una prassi consolidata negli anni, il Festival presenterà anche quest'anno una selezione ufficiale di film in Concorso, con una quindicina di lungometraggi, inediti in Italia e firmati da giovani autori, alcuni impegnati in opere d'esordio. Si affiancherà alla selezione dei lungometraggi, il Concorso internazionale dei cortometraggi, con una ventina di corti scelti nell'ambito della migliore produzione dell'area centro europea, molto spesso opere nate come saggi di diploma. Entrambi i concorsi si avvalgono di una giuria internazionale, che quest'anno impegnerà cineasti e operatori del settore di particolare spessore. Come di consueto, per le opere vincitrici sono previsti premi in denaro.

Presente anche in quest'edizione la sezione Immagini, che ben intreccia video e documentari, pellicola e digitale: senza distinguere il supporto utilizzato, il percorso privilegia quelle opere dov'è la realtà a fare il cinema, una realtà spesso cruda, scomoda, fatta di storie che questo cinema di sforza di mostrare e testimoniare in tutta la sua verità.

La "personale" di Alpe Adria Cinema: Andrzej Zulawski

Particolare attenzione merita la "personale" di Alpe Adria Cinema, dedicata quest'anno ad un personaggio geniale quanto controverso, il regista Andrzej Zulawski, che sarà presente a Trieste nel corso della rassegna.

Notissimo cineasta polacco, ma francese d'adozione, visionario e "filosofo" per immagini, Zulawski è un artista eclettico, poliedrico e molto controverso, spesso censurato, soprattutto nel suo Paese d'origine, per ragioni politiche. Da molti considerato un regista "maledetto", Zulawski è sicuramente uno dei più originali ed innovativi cineasti europei del nostro tempo. Profondo conoscitore della tecnica e del linguaggio cinematografico, egli ha intrapreso e sviluppato una personalissima ricerca sulla recitazione. Le sue opere sono stupendi affreschi visionari, intensi e viscerali che non concedono nulla alle mode del momento ed allo spettatore. Il suo personale stile di regia alterna momenti di delicatezza assoluta ad altri di folgorante delirio. Il successo e la notorietà internazionale arriva nel 1981 con "Possession" interpretato da Isabelle Adjani, vincitore nello stesso anno dello storico appuntamento con il Festival del Film di Fantascienza di Trieste, film che valse anche ad Isabelle Adjani il premio per la migliore interprete femminile al Festival di Cannes e, nel 1982, il Premio Cesar come migliore attrice.

Zulawski è autore di 12 lungometraggi, tutti presenti al festival, tra i quali i più celebri rimangono, insieme a "Possession", "La terza parte della notte" (1972), "La Sciamana" (1997), e i quattro film interpretati dalla sua musa ispiratrice e sua compagna di vita per oltre dieci anni Sophie Marceau: "L'Amour braque- L'amore balordo" (1985), "Le mie notti sono più belle dei vostri giorni" (1989) "La nota blu" (1991) e l'ultimo, ancora inedito in Italia "La Fidélité" (2000).

Zulawski è anche autore di 2 film per la televisione polacca, oltre che di circa venti romanzi, molti dei quali best-sellers in Polonia e Francia. E in occasione della rassegna riservata ai film della sua carriera, sarà presentato in anteprima assoluta il romanzo "Barbablù", prima opera letteraria di Andrzej Zulawski tradotta e pubblicata in Italia (Montenero ed.). Pubblicato per la prima volta in Polonia nel 1976, il romanzo ha subito avuto problemi con la censura, ed è stato accolto in Francia nel 1981 con molto successo. Ispiratore della figura di Barbablù è Gilles de Rais, nato in Francia nel 1404, eretico, crudele e mistico al contempo. Dopo essersi distinto quale eroico luogotenente di Giovanna d'Arco nelle battaglie contro gli Inglesi, le cronache raccontano che la sua breve vita sia stata costellata di delitti efferati, sacrifici di innocenti e orge sataniche. Dopo essere stato arrestato ed accusato, fu bruciato vivo a Nantes nel 1440. La singolarità di questa figura inquietante e perversa, aveva già stimolato la creatività e la curiosità di Luis Buñuel, di Pier Paolo Pasolini e di Roman Polanski.

Allo stesso racconto è ispirato il primo spettacolo teatrale mai tratto da un libro di Zulawski. L'allestimento per il palcoscenico di Barbablù è del regista Michele Salimbeni, e debutterà in prima assoluta a Trieste nell'ambito del festival, il 22 gennaio 2003 al Teatro Miela. In scena Giovanni Delfino e Veruschka Deriu.

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